NUMERI DEL TURISMO IN ALTA VAL DI SUSA MIGLIORI DEL PIEMONTE. UNCEM A BARDONECCHIA CON IL RAPPORTO MONTAGNE ITALIA: GIUSTA MOBILITAZIONE DEI COMUNI PER INFRASTRUTTURE, TRASPORTI, FISCALITA’
L’Alta Valle di Susa con la Via Lattea e i Comuni olimpici è l’area del Pimonte con i dati turistici migliori, tra flussi e valore aggiunto. Numeri del Rapporto Montagne Italia 2025, realizzato da Uncem nell’ambito del progetto Italiae, edito da Rubbettino. Ma non solo turismo, non solo flussi temporanei, seconde case, arrivi che portano ad esempio Bardonecchia oggi da 2.800 a 50mila abitanti. Nuovi abitanti, economia diversa dal passato. Non da soli i Comuni. Insieme. Con Unioni montane che qui sono solide e vanno rafforzate con adeguate politiche regionali e nazionali. Il saldo migratorio della montagna del Piemonte, al 26 per mille, tra 2019 e 2023, in Alta Val di Susa tiene: 6,8 per mille. E non è scontato in Comuni di alta valle. Il rapporto tra persone “entrate e uscite”, con le residenze, nelle aree montane piemontesi e della Val di Susa in particolare dimostra vitalità e capacità di attrazione di questo territorio “di confine”, che unisce. Numeri positivi condivisi con l’area occidentale delle Alpi. In Val Sangone ad esempio, il saldo migratorio doppia quello medio piemontese arrivando al 52 per mille. La Bassa Val di Susa arriva al 19 per mille mentre la parte alta, compresa la Via Lattea, è al 6,8. “Dato rilevante – fa presente Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem – in un’area montana che, ricorda il Rapporto Uncem, ha il più alto tasso di occupazione in Piemonte, il 43 per cento, e 11 imprese turistiche ogni 100 abitanti, facendo meglio di tutte le Alpi piemontesi”. L’alta Val di Susa conta, secondo il Rapporto Uncem, 2280 addetti nel turismo su un totale di 14mila abitanti. Con 149 posti letto alberghieri ed extralberghieri ogni 100 abitanti si colloca al diciassettesimo posto nazionale (su complessivi 390 ambiti territoriali alpini e appenninici che il Rapporto Uncem esamina) nella classifica delle zone montane con maggiore offerta turistica.
Non solo numeri nella presentazione ieri pomeriggio a Bardonecchia, guidati dalla Sindaca Chiara Rossetti. “Ringrazio Mauro Meneguzzi, Presidente dell’Unione montana Comuni olimpici Via Lattea, con i Sindaci, con Giorgio Merlo e Mino Giachino, la professoressa Federica Corrado, che sono intervenuti – evidenzia Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte – Il Rapporto, alla 28esima presentazione in due mesi, ha la capacità di favorire il dialogo, mettere insieme sfide e necessità della montagna. È un lavoro, nelle sue 800 pagine, scientifico, ma anche politico-istituzionale. Ed evidenzia due necessità. I Comuni da soli vanno a sbattere, mentre è invece necessario credere in percorsi di Unione montana come Mauro Meneguzzi, Mauro Carena, Pacifico Banchieri stanno guidando in tre aggregazioni della Val di Susa. Secondo punto è che abbiamo bisogno di rappresentanza, oltre alla buona rappresentazione della montagna-nuova, viva, che fa il Rapporto Uncem. Su questo abbiamo molto da lavorare. Anche cambiando le leggi elettorali. La Regione può agire, così come per una nuova legge sulle Unioni montane di Comuni. Crediamoci”.
“Sono emersi a Bardonecchia – aggiunge Marco Bussone – punti chiave del lavoro da fare in vista della legge di bilancio 2026 e della costruzione a Bruxelles della nuova Programmazione comunitaria dal 2028. Qui la TAV è una grande opportunità, ma non se impedirà di raggiungere l’alta valle in treno senza cambi. Un tema decisivo. Sul quale l’alta valle, anche con i nuovi abitanti descritti dal Rapporto, chiede risposte. In secondo luogo, fanno bene i Sindaci a chiedere che IMU e fiscalità locale siano ripensati. Serve una perequazione sugli ambiti e non più con i Comuni da soli. Servono modelli di azione che guardino ai Comuni che lavorano insieme e che hanno messo insieme tutto, funzioni, spese, personale, come rilevato molto bene a Bardonecchia dalla Sindaca Rossetti e dal Presidente Meneguzzi. Uncem non punta su un libro o su discorsi. Nell’anniversario di De Gasperi, possiamo dire di volere una chiara e precisa azione politica. Che dica ai territori, dove i numeri socio-economici sono efficaci, con nuovi ingressi di italiani, come si riorganizza un futuro di centralità e di non-marginalità. Lo scriveva già la legge sui piccoli Comuni 158 del 2027. Lo dice con chiarezza la Strategia nazionale delle Green Community. Nessuno sia timido. La Val di Susa pezzo pulsante di Alpi in sinergia con Torino, come ribadito a Bardonecchia dall’Assessore Francesco Tresso, che immette nel circuito una narrazione diversa, secondo quanto ribadito da Federica Corrado che ringrazio. Turismo ma non come proiezione sterile della Crocetta o di Aurora, e neanche come parco giochi. Turismo, agricoltura, gestione forestale – qui con il Consorzio che ha protetto con i suoi lavori gli abitati, in tante occasioni – che unisce i Comuni e riparte dalle comunità che vivono e lavorano sul territorio. Il Rapporto fotografa questo impegno per l’Alta Val di Susa e i Comuni olimpici. Nelle sinergie che ci salvano”.

