UNCEM PIEMONTE UNIONE NAZIONALE DEI COMUNI DELLE COMUNITA' E DEGLI ENTI MONTANI Delegazione Piemontese
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ASSOCIAZIONI FONDIARIE E FORESTE, ITALIA E FRANCIA A CONFRONTO. UNCEM: «SUPERARE LA FRAMMENTAZIONE DELLE PROPRIETÀ PER DARE FUTURO AI TERRITORI MONTANI»
Boschi privati e pubblici? Aggregare le superfici è decisivo per la loro funzionalità e per rispondere alla crisi climatica dei territori montani. A Magland, in Alta Savoia, due giornate di lavoro del progetto europeo Interreg Alcotra ASFO. Al centro i modelli di gestione collettiva dei terreni agricoli e forestali, il ruolo dei Comuni, l’organizzazione delle proprietà pubbliche e private e le opportunità per contrastare l’abbandono delle terre sulle Alpi.
Il progetto europeo Interreg Alcotra ASFO è dedicato alla gestione associata dei terreni abbandonati e alla resilienza dei territori agrosilvopastorali. Un’occasione di scambio, in Alta Savoia, per approfondire le differenze tra i sistemi organizzativi dei due Paesi, confrontare strumenti normativi, esperienze operative e politiche pubbliche, individuando nuove soluzioni per superare la frammentazione fondiaria che interessa gran parte delle montagne alpine. Il progetto, finanziato dal programma Interreg Alcotra Italia-Francia 2021-2027, vede come capofila la Città Metropolitana di Torino, insieme a Uncem Piemonte, all’Università degli Studi di Torino – Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) e ai partner francesi COFOR Auvergne-Rhône-Alpes, COFOR Provence-Alpes-Côte d’Azur, Centre National de la Propriété Forestière (CNPF) e SAFER Provence-Alpes-Côte d’Azur, organismo specializzato nella gestione e nella riorganizzazione fondiaria. Un partenariato che unisce istituzioni, enti territoriali, ricerca universitaria e organizzazioni impegnate nella gestione del patrimonio forestale pubblico e privato. Il progetto dispone di circa 1,99 milioni di euro, dei quali 1,59 milioni provenienti dal Fondo europeo di sviluppo regionale, e proseguirà fino all’agosto 2028.
Il confronto di Magland evidenzia due esperienze differenti, ma complementari. In Piemonte le Associazioni fondiarie, le Asfo, rappresentano uno strumento innovativo per ricomporre la gestione di terreni agricoli, pascoli e superfici forestali frammentate, senza modificare la proprietà dei singoli appezzamenti. Attraverso l’adesione volontaria dei proprietari, le Asfo permettono di costruire progetti collettivi, recuperare superfici abbandonate, riattivare attività economiche e contrastare il progressivo degrado dei versanti. In Francia, invece, la gestione forestale dispone di un sistema istituzionale e tecnico più strutturato, con organizzazioni specifiche per le foreste pubbliche e private. Le foreste comunali e degli altri enti pubblici sono inserite in un sistema di gestione che fa riferimento all’Office National des Forêts, mentre il Centre National de la Propriété Forestière accompagna i proprietari privati nella pianificazione, nella gestione sostenibile e nell’aggregazione. Le associazioni dei Comuni forestali, COFOR, rafforzano la rappresentanza degli enti locali e il loro ruolo nelle politiche forestali. A questi strumenti si affiancano le associazioni sindacali di proprietari forestali e gli organismi fondiari, come le SAFER, che contribuiscono alla riorganizzazione e alla valorizzazione delle proprietà rurali.
Proprio a Magland è attiva un’esperienza significativa di aggregazione dei proprietari forestali privati: un’Association Syndicale Libre de Gestion Forestière che riunisce oltre cento aderenti e promuove interventi collettivi di gestione del bosco. Un progetto locale ha interessato circa sette ettari, coinvolgendo potenzialmente 38 proprietari e oltre 70 particelle, con interventi di accessibilità forestale e valorizzazione del patrimonio boschivo. Un esempio concreto di come l’organizzazione collettiva possa trasformare una pluralità di piccole proprietà in una gestione coordinata. Presenti i rappresentanti di quindici ASFO Piemontesi, con i rappresentanti dell’Associazione di secondo livello che le riunisce, guidata da Elvio Rostagno e Maria Beria. Per Città Metropolitana di Torino, in Alta Savoia, Elena Di Bella e Alberto Pierbattisti.
«Il confronto tra Piemonte e Francia ci dice che non basta avere boschi, pascoli e terreni agricoli: occorre essere capaci di organizzarne la gestione. La parcellizzazione fondiaria è una delle grandi questioni irrisolte della montagna italiana. Migliaia di proprietà, spesso piccolissime, con proprietari lontani, successioni complesse e terreni non più utilizzati, impediscono investimenti, pianificazione e nuove attività economiche. Le Associazioni fondiarie sono una risposta importante, ma devono diventare parte di una politica territoriale più ampia. Dalla Francia impariamo che servono strutture tecniche stabili, accompagnamento pubblico, strumenti giuridici efficaci e una forte responsabilità dei Comuni. L’associazionismo non può essere lasciato soltanto alla buona volontà di qualche amministratore o proprietario. Deve diventare una politica pubblica», evidenziano Marco Bussone, Presidente nazionale Uncem, e Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte.
Il modello francese mostra in particolare l’importanza di una chiara organizzazione tra proprietà pubblica e privata, di competenze tecniche accessibili ai proprietari, di strumenti di pianificazione forestale e di una capacità di aggregazione che supera i confini delle singole particelle. Il sistema piemontese delle Asfo, sviluppatosi negli ultimi anni, presenta a sua volta elementi di particolare interesse per la sua capacità di coinvolgere terreni con destinazioni differenti, agricole, pastorali e forestali, ricostruendo relazioni tra proprietari, imprese ed enti locali.
Non si tratta di importare automaticamente modelli da un Paese all’altro. Occorre piuttosto riconoscere le soluzioni più efficaci, adattarle ai diversi ordinamenti e costruire strumenti capaci di funzionare anche nelle aree montane più marginali, dove il valore economico immediato dei terreni non è sufficiente a garantire una gestione attiva. «L’abbandono fondiario non è soltanto un problema privato. Ha conseguenze pubbliche, sulla sicurezza dei versanti, sulla prevenzione degli incendi, sulla biodiversità, sulla disponibilità di legno, sulla manutenzione del paesaggio e sulle economie delle comunità. Non possiamo continuare a considerare la frammentazione delle proprietà come una questione esclusivamente catastale. È un tema di sviluppo locale, di adattamento alla crisi climatica, di servizi ecosistemici e di interesse collettivo. Le proprietà restano private, ma la loro gestione, quando produce effetti sull’intero territorio, deve essere sostenuta da una responsabilità pubblica», proseguono Bussone e Colombero. Per Uncem, le Unioni montane di Comuni devono avere un ruolo centrale in questo percorso. Possono favorire la nascita delle Associazioni fondiarie, sostenere la ricognizione delle proprietà, promuovere piani di gestione sovracomunali, collegare le Asfo ai consorzi forestali e alle imprese delle filiere bosco-legno, agricole e zootecniche. Una strategia che richiede risorse economiche, professionalità, semplificazione delle procedure e una maggiore integrazione tra politiche agricole, forestali e di sviluppo montano.
Il progetto Alcotra ASFO consentirà di approfondire i differenti ordinamenti italiano e francese, sviluppare attività formative, sperimentare interventi pilota e misurare anche i benefici ecosistemici derivanti dal recupero dei terreni abbandonati. Una parte fondamentale del lavoro riguarderà la possibilità di individuare strumenti replicabili e proposte per migliorare le normative e le politiche di gestione fondiaria. «La vera sfida è passare dalla proprietà frammentata alla gestione condivisa, dall’abbandono alla pianificazione, dall’iniziativa isolata a una organizzazione territoriale stabile. Non servono nuove sovrastrutture, ma strumenti semplici, competenze, cooperazione tra pubblico e privato. I Comuni devono essere protagonisti, insieme ai proprietari e alle imprese. Le Alpi francesi e italiane condividono problemi molto simili e possono costruire risposte comuni. È questo il valore della cooperazione europea: non soltanto finanziare progetti, ma cambiare concretamente il modo in cui i territori vengono organizzati, governati e valorizzati», concludono Bussone e Colombero.
Per Uncem, il percorso avviato con ASFO dovrà contribuire anche a rafforzare le politiche regionali e nazionali contro l’abbandono dei terreni, facendo della gestione associata uno degli strumenti ordinari della nuova economia della montagna, capace di generare lavoro, manutenzione del territorio, sicurezza e valore per le comunità.
L’UNCEM – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani – è l’organizzazione nazionale unitaria che da oltre 60 anni raggruppa e rappresenta i comuni interamente e parzialmente montani le comunità montane e le Unioni di comuni montani.