MOUNTAINS 4 FUTURE, PER VALORIZZARE LE SECONDE CASE IN ALTA VAL DI SUSA. VERSO IL 2030, DIMENTICANDO IL VUOTO DI TORINO ALLE OLIMPIADI 2026
Mentre manca un mese alle Olimpiadi Milano-Cortina, e Torino ha erroneamente, gravemente, detto no al 2026, già si lavora sul 2030. E non solo. Olimpiadi delle Alpi, con la Francia protagonista, ma con la Via Lattea e l’Alta Valle di Susa che devono avere un grande ruolo. Non solo per gli investimenti che dovranno arrivare anche dallo Stato italiano, visti i forti numeri che avrà il Monginevro, insieme con altre località italiane. L’Alta Valle ripensa all’uso delle seconde case, caratteristica di molti Comuni alpini occidentali, a partire da Bardonecchia e Cesana. Anche Uncem guarda con grande attenzione al progetto Mountains 4 Future, presentato ieri a Torino. È realizzato dalla Fondazione 20 Marzo 2006, guidata da Francesco Avato in collaborazione con l’Università di Torino – Dipartimento di Management “Valter Cantino” – con il prof. Paolo Biancone – e il Politecnico di Torino – Dipartimento di Architettura e Design. Uncem è onorata di supportare un progetto che vede unite imprese, Società degli Impianti Via Lattea e Colomion, proprietari delle seconde case, progettisti, banche, Comuni, Unioni montane. Un percorso nazionale di valorizzazione del territorio e dei “letti freddi”. Non basta dire – e Uncem lo riafferma – che Torino ha fortemente sbagliato a dire NO alle Olimpiadi 2026. Uncem era nel gruppo promotore del nuovo evento olimpico nel 2018 e ha stigmatizzato il NO torinese. Ma ora occorre guardare oltre, al 2030 e anche al 2042, quando si potrà veramente tornare protagonisti dei Giochi invernali.
“Il progetto Mountains 4 Future può aprire piste di lavoro nazionali – spiegano Marco Bussone e Roberto Colombero, Presidenti Uncem nazionale e regionale – Costruendo finalmente nuovi legami tra Città e Montagna. Proviamoci. La Sala Rossa di Palazzo Civico finora ha sempre guardato altrove. Dentro le mura torinesi. Un errore. C’è tempo per cambiare prospettiva. Torino e le valli montane. Insieme, in sinergia. Trasporti, flussi, economia, reti, investimenti, scambi, ambiente e clima. Foreste e versanti da proteggere. Questo progetto della Fondazione 20 Marzo, con lungimiranza, ripropone sinergie e legami, interrotti con la morte di Rinaldo Bontempi e Lido Riba”. Il progetto per valorizzare e riqualificare gli immobili, le seconde case, riafferma alcuni punti politici: la necessità di introdurre nella legislazione italiana la “popolazione equivalente”, la ridefinizione della fiscalità locale su base sovracomunale, l’urgenza di rafforzare il lavoro tra Comuni nelle Unioni montane, il parternariato pubblico-privato per la riqualificazione del patrimonio edilizio, la necessità di creare valore e posti di lavoro, non lasciando “vuoti” fisici negli spazi. “E infine, con tutti questi temi politici decisivi per il futuro della montagna – precisa Colombero – l’urgenza di agire, pensare, azionare nuove leve per dire cosa è la ‘comunità presente’, chi vive sui territori sempre con chi vive sui territori per periodi dell’anno più o meno lunghi, per diversi obiettivi, anche turistici, ma sente quel luogo come suo, vi è legato fortemente, è fino in fondo cittadino, parte della comunità, pur non avendo la residenza. Un tema enorme per le montagne oggi, molto più rilevante di classificazioni di Comuni e partimentazioni delle montagne. Occorre pensare a cosa siamo e come siamo, come diventeremo. Il progetto Mountains 4 Future può aprire piste di ragionamento antropologiche, politiche, sociali, oltre che economiche, urbanistiche, architettoniche”

